3 questions for Pierluigi Lanzillotta
“L'irraggiungibile verità” di Pierluigi Lanzillotta
Smartarea ha incontrato nella sua città, Modena, il pittore Pierluigi Lanzillotta, classe 1982, per parlare del suo ultimo ciclo di lavori prodotto per la galleria: L'irraggiungibilità della verità. Un lavoro catartico e ossessivo, apparentemente freddo e incomprensibile ma in realtà carico di simboli e significati. Carte disegnate a china e poi applicate su tavole su cui sono riprodotti linguaggi e segni tutti da scoprire.
Smartarea. Ciao Pierluigi. Perchè un titolo così impegnativo?
Pierluigi Lanzillotta. Forse "L'irraggiungibilità della Verità Universale" era più completo, ma troppo pomposo.. Il titolo riguarda l'incapacità da parte dell'uomo di percepire una regolamentazione di vita universale, un insegnamento che possa essere giusto ed applicabile ad ogni individuo, l'impossibilità fisica e mentale di avere un controllo completo sugli eventi ed anche sulla propria vita per via della stessa imprevedibile natura della vita: il passato non può tornare e il futuro non può essere raggiunto, rimane solo il presente da essere vissuto e quindi unica "Verità". Ma chi è realmente in grado di vivere nel presente?
Smartarea. Ci spieghi meglio cosa intendi dire quando parli di "Verità"?
Pierluigi Lanzillotta. Alcuni identificano la "Verità" con il concetto di Dio, ma qui la percezione di tale entità presuppone l'accettazione da parte dell'individuo di assiomi precostituiti e non la loro comprensione, di conseguenza ci si può convincere di credere che qualcosa sia giusto o "vero", ma non si può interiorizzare e comprendere tale concetto e percepirlo completamente, così ne rimane un mero surrogato di ciò che io posso chiamare "Verità". Una "Verità" per le masse, cioè il contrario di quello che serve realmente all'individuo. Avendo io ricevuto un'educazione fortemente cattolica, ho agito al contrario dei miei insegnamenti e sono stato abituato a non fermarmi alla superficie delle cose autoimponendomi di scoprirne ogni minima sfaccettatura: per questo motivo il mio segno a china si presenta così intricato, perché io stesso per comprenderlo appieno devo guardarlo e riguardarlo, disegnarlo e ridisegnarlo, intervenendo più e più volte anche sullo stesso segno. Potendo esprimere me stesso con tale forza comunicativa credevo di aver raggiunto la vetta della montagna che andavo cercando - la Verità - ma ho subito capito che se di "Verità" si trattava era solo mia e non si trattava di una sola montagna, bensì di infinite catene di montagne ognuna differente dall'altra.
Smartarea. Torniamo a parlare dei tuoi nuovi lavori. Dicci qualcosa di più.
Pierluigi Lanzillotta. Il titolo si pone come una tappa della "Ricerca della Verità"; ora la mia consapevolezza trova come risposta "L'irraggiungibilità della Verità" sia sulla carta, dove il segno è talmente intricato che ad ogni nuovo sguardo elementi nuovi vengono percepiti, sia nella vita reale in cui è impossibile una totale comprensione del mondo. Questa serie in particolare esplica tale concetto in quanto in ogni opera sembra sempre di intravedere, cogliere, raggiungere un punto d'arrivo compiuto e fermo, ma in seguito ci si rende conto che non c'è nessun punto d'arrivo: quadrati, curve e cubi si staccano tra loro per prendere altre sembianze e modificarsi in continuazione e non c'è una trasformazione fissa di un oggetto in un altro, si può percepire solo il cambiamento e la mutazione, ma non la regola che ne sta alla base; in alcune opere, ad un primissimo sguardo, pare davvero di arrivare in fondo all'intricatissima moltitudine di linee che sembrano diradarsi lasciando spazio a figure solide; ma ad uno sguardo più approfondito ci si accorge che le stesse linee che delimitano i confini di questi solidi apparentemente reali, o meglio "veri", altro non sono che le stesse linee che vanno ad intrecciarsi tra loro per celare il mistero della comprensione.