4 domande a Antonio Bardino
Smartarea. Allora Antonio, come hai cominciato a dipingere aeroporti?
Antonio Bardino. La mia formazione pittorica è andata per un certo tempo in molte direzioni. Poi a un certo punto ho sentito l'esigenza di dipingere circoscrivendo il più possibile l'argomento. Volevo fissare un momento, escludendo le persone e dipingendo invece degli spazi con una pittura che fosse fluida il più possibile. Ho trovato negli aeroporti dei luoghi adatti, e questo è successo in seguito a una curiosa serie di eventi. Dovevo partire da Malpensa per Alghero, qualche anno fa. L'aeroporto era aperto solo da qualche giorno. Tutto è andato in tilt, e il volo è slittato di 7-8 ore. Mi sono trovato a passare lunghe ore in quegli spazi, e anche successivamente, passando per vari aeroporti del mondo, mi è capitato di osservare questi luoghi, in cui in fondo la gente passa molto tempo e addirittura trova naturale vivere.
Smartarea. Guardando da vicino le tue tele, o semplicemente osservando a lungo certe zone, si scoprono delle cose curiose. Ad esempio che l'iniziale impressione di precisione e nitidezza è contraddetta da certe zone indistinte, oppure poco precise.
Antonio Bardino. Ma in effetti quello che piace a me è la pittura, tutta la pittura. Per un certo periodo ho fatto bad painting. Magari non si direbbe guardando i miei quadri, ma mi piace anche la pittura materica... e in effetti non sono così precisino, ad esempio dipingo tutto alla prima. Anche se è vero che poi ritocco molto, sono un pittore da pentimenti.
E poi mi sento attratto dagli oggetti che "friggono" come i display luminosi, o i monitor che stanno per saltare. A volte vorrei dipingere accentuando ancora di più questo effetto di "frittura", ma poi cado nel baratro della nitidezza.
Smartarea. E la tua scelta di colori?
Antonio Bardino. Mi piacciono i verdi e i blu industriali. Mi ricordano certi film con atmosfere verdognole, dove anche le luci sono molto vissute. Mi piace tenere conto della pura percezione retinica.
Smartarea. Hai parlato del desiderio di circoscrivere l'argomento. Mi hai ricordato uno degli scrittori immaginari di Borges, Ramon Bonavena, che scrisse un libro di 900 pagine descrivendo un angolo della propria scrivania. La provocazione che ti faccio è questa: non si rischia di circoscrivere troppo?
Antonio Bardino. No, la pittura al contrario è libertà. Nelle nostre giornate è già quasi tutto deciso da altri. È sempre tutto già deciso. L'inutilità e libertà della pittura ci tiene a galla.
2 aprile 2008