Stefano Cagol
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Già nel 2006 nella classifica FlashArt dei Nuovissimi Top 100 dopo Cattelan, nel 2008 è al 26esimo posto nella classifica FlashArt dei 100 più interessanti giovani artisti italiani stilata da oltre 100 critici e curatori nazionali. A inizio 2008 annuncia una mostra personale a New York, alla galleria Priska Juschka Fine Art. Vincitore del "Premio Murri Public Art" nel 2008 e del "Premio Terna" nel 2009, ha esposto opere ed installazioni ed effettuato performance nelle gallerie e in istituzioni museali di tutto il mondo. A partire dai primi lavori degli anni ’90, il video e la fotografia sono stati per Cagol uno strumento di deformazione della realtà, di messa in discussione della percezione, e in generale di manipolazione delle immagini e delle forme. Cagol è stato anzi tra i primi artisti in Italia ad usare il video per esplorare soluzioni tecniche come lo sdoppiamento dei frame, il viraggio dei colori e la dilatazione temporale. In una fase successiva, Cagol ha affiancato sempre più la performance e la public Art ai video, rendendo più evidente l’interesse per tematiche politiche e sociali, alle quali non è però mai sovrapposta una sovrastruttura ideologica. In questi lavori la riflessione di Cagol spazia su una serie di temi per i quali la miglior descrizione è l’elenco dei titoli: “Entropia”, “Disintegrazione”, “Atomicwerk”, fino al recente “Bird Flu”, che prende spunto dalla psicosi mediatica irrazionale scatenata in Europa dall’influenza aviaria.
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![]() Stefano Cagol - ATOMICWERK |
