Matteo Basilè
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Così giovane ma già presente alla 53ima Biennale Internazionale d'Arte di Venezia del 2009, il nome di Matteo Basilè ancora nel 2006 spiccava nella classifica FlashArt dei Nuovissimi Top 100 dopo Cattelan e poi nuovamente nel 2008 nella classifica FlashArt dei 100 più interessanti giovani artisti italiani stilata da oltre 100 critici e curatori nazionali. Tra i riconoscimenti e le mostre da citare c'è anche il Premio New York nel 2002, la 15° Quadriennale di Roma del 2008, una personale al MART di Rovereto nel 2007 e più di recente a Bali nel 2009. A partire dalla metà degli anni Novanta ha utilizzato la fotografia digitale manipolata come strumento privilegiato per comporre ritratti, ambientati in contesti inizialmente astratti e in seguito saturi di scenografie ricche di rimandi alla storia dell’arte e al cinema. Al centro del suo sguardo, i temi della diversità di genere, del travestitismo, della tensione tra sacro e profano, e di quella tra la la corporeità e il potere. Se per il critico Gianluca Marziani il percorso di Basilè ha una “coerente visionarietà”, Gabriella Arrigoni scrive che nelle sue opere “la natura, affetta dalla manipolazione digitale, muta la propria essenza”. |
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