4 domande a Stefano Bolcato
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Smartarea. La tua tecnica pittorica è molto realista. Ci spieghi come dipingi? Stefano Bolcato. Il soggetto in sè non è realista, ma lo è la tecnica, la riproduzione: si tratta infatti di dipingere un mondo parallelo, che deve quindi "aderire" in qualche modo a quello reale. L'idea è quella di enfatizzare certi aspetti della realtà che talvolta sono artefatti (pensiamo ad alcune pubblicità) e di ironizzare su di essi. In questo senso la scelta del Lego assume una valenza ben precisa: un giocattolo, colorato e di plastica, si presta molto bene a una parodia. Smartarea. L'uso dei giocattoli e delle prospettive aeree è un modo per mettere distanza tra te e il soggetto rappresentato? Stefano Bolcato. Assolutamente no. L'idea non è quella di evidenziare una distanza; al contrario questi piccolissimi oggetti vengono ingranditi decine di volte. I bambini, quando si accostano ad un giocattolo, operano una sorta di transfert, creando con esso un rapporto in scala 1:1, alla pari. Io ripropongo, da adulto, questo transfert, come se volessi "forzare" la relazione tra me e il giocattolo. Smartarea. Il mondo dei Lego è la chiave espressiva che utilizzi per rappresentare storie e personaggi. Perchè proprio il Lego? Non hai mai pensato di servirti di un altro strumento "giocoso" per raccontare la realtà? Stefano Bolcato. Semplicemente era il mio giocattolo preferito quando ero bambino. Si tratta quindi di una ragione "viscerale", affettiva. Dal mio punto di vista è come una storia che continua, con la differenza che ovviamente quando si è adulti si raccontano storie diverse.
Smartarea. In una serie di tuoi lavori descrivi tematiche tragiche e delicate, gli anni di piombo ad esempio. Come riesci, tramite un giocattolo, ad esprimere un dramma? Stefano Bolcato. Il giocattolo diventa un pretesto per raccontare la realtà. Il Lego da questo punto di vista è un ottimo strumento perchè con i suoi colori tipicamente vivaci tende a catturare l'attenzione degli spettatori permettendomi così di raccontare loro la realtà, che è fatta di mille sfaccettature e quindi include anche fatti di cronaca nera o i vari problemi della società. La mia idea è proprio quella di "registrare" sulla tela ciò che accade, inserendo elementi più o meno leggeri. Del resto le mie opere presentano generalmente diversi livelli di lettura: spesso con uno sguardo attento si colgono dei dettagli che richiamano appunto questioni delicate come la razza e la religione. In questa maniera l'opera può avvalersi anche di ambizioni di carattere sociale, diventando così un ulteriore modo per parlare di determinate problematiche.
16 agosto 2010 |
Un primo piano di Stefano Bolcato
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Bolcato nel suo studio con alcune tele dedicate al mondo dei Lego
Al lavoro mentre dipinge una natura morta |

